L Oceano e le sue Alghe

24 di Giugno, 2020 - Generale - Commento -

Dopo il look down , siamo tornati a lavorare nei documentari che proporremo nel Blog/Vlog tutte le settimane e cercavamo di ricordare dove avevamo trascritto i nostri appunti.

Oggi, quando prendiamo un appuntamento, o controlliamo una data o vogliamo prendere nota su qualcosa che dobbiamo assolutamente ricordare, molti di noi allungano una mano e prendono il telefono. Lo smartphone è diventato il nostro registratore, la nostra macchina fotografica, la nostra sveglia, la casella di posta per mail e messaggi, la connessione con i social e internet, il nostro telefono oramai sembra un oggetto da cui non ci si può staccare.

Gli appunti, sono l’opportunità di rimarcare qualcosa, sottolineare una parola, una frase, una brillante intuizione, qualcosa che sapevo avrei trovato interessante, il processo creativo scritto a mano, visbile sulla carta, fa accadere qualcosa che non avviene richiamando la sezione “Notes” del cellulare.

La penna ci fa rallentare, ci costringe a scegliere la più giusta e appropriata immagine, ci fa concentrare sul linguaggio che usiamo creando uno spazio in cui qualcosa di magico può accadere. Avere a portata di mano il quaderno degli appunti si è meno invadenti che tirare fuori dalla tasca o borsa un cellulare mentre qualcuno parla, si evita di dare l’impressione che stiamo controllando le chat: tutte cose che tante persone fanno, cose che significano che non stanno gustando in pieno il presente, perché sono così impegnati a comunicare col mondo virtuale, piuttosto che con loro stessi (la mancanza dell'osservazione).

Volevamo mostrarvi la bellezza della bassa marea e diretti nella zona chiamata " La Ballena" area Nord dell'Isola di FTV punto GPS stabilito, si apriva davanti i nostri occhi uno spettacolo sbalorditivo. Le acque delle piscine naturali, avevano cambiato colore, il turchese aveva perso contro le alghe, divenendo una marea rossa.

Negli ultimi anni nell’oceano Atlantico è stata registrata una crescita anomala del sargasso (Genere di alghe feofite della famiglia sargassacee, comprendente oltre 150 specie che costituiscono il gruppo di alghe brune più numeroso delle acque tropicali e subtropicali; certe specie sono bentoniche, altre sono conosciute come alghe pelagiche e galleggianti, caratteristiche del Mare dei Sargassi: i loro talli sono costituiti da assi principali cilindrici, dai quali si dipartono elementi laterali simili a foglie con aerocisti sferiche che funzionano da organi di galleggiamento; per la presenza di queste vescicole certe specie sono state chiamate uva di mare. In geografia, Mare dei Sargassi è lo spazio dell’oceano Atlantico situato nell’emisfero boreale e delimitato dalle correnti del Golfo, delle Canarie ed equatoriale del Nord, la cui superficie è appunto coperta di sargassi galleggianti, un genere di alga che, trasportata dai moti ondosi, raggiunge le coste causando seri problemi alle località che vivono di turismo balneare. L’ipotesi è che la grande abbondanza del sargasso sia causata dalla maggiore concentrazione di fertilizzanti nelle acque oceaniche, dovuta alle attività agricole).

Un gruppo di ricercatori ha messo a confronto le immagini satellitari di diversi anni dell’oceano Atlantico, dimostrando che la quantità di alghe è aumentata enormemente, arrivando ad avere una massa stimata intorno ai 20 milioni di tonnellate. Sempre secondo i ricercatori, la maggiore quantità di sostanze nutrienti, come azoto e fosforo, provenienti dalle coste dell’Africa occidentale e del Sudamerica orientale nei mesi invernali e l’impiego massiccio di fertilizzanti, che sono poi trasportati dai fiumi verso le coste fanno diventare il sargasso più florido producendo quindi più alghe.

Molte spiagge sono state invase dal sargasso, che andando in decomposizione produce un odore simile a quello delle uova marce (o allo zolfo), diventando impraticabili per i turisti. La bonifica delle spiagge implica investimenti e spese da svariati milioni di euro. In condizioni normali, il sargasso riveste un importante ruolo nel mantenimento degli ecosistemi marini, le tartarughe marine nidificano tra le fronde del sargasso, dove vivono anche gamberetti, granchi e diverse altre specie marine. Il Mar dei Sargassi ha una grande biodiversità, ma oscillazioni eccessive nella quantità delle alghe possono avere effetti pericolosi per gli ecosistemi. Le alghe che non vengono trasportate verso le coste, per esempio, una volta morte tendono a inabissarsi ricoprendo i coralli, con il rischio di danneggiarli.

L’influsso dei fertilizzanti sulle piante acquatiche è noto da tempo, ed era stato già osservato in passato sia nei mari sia nei laghi. Queste sostanze sono il frutto delle attività umane, quanto lo sono numerosi altri rifiuti che finiscono giornalmente negli oceani, a cominciare dalla plastica, con effetti negativi per gli ecosistemi marini che i ricercatori devono ancora comprendere nella loro interezza.

Interessati dal fenomeno dell'acqua rossa, abbiamo riportato la ricerca scientifica pubblicata sulla rivista "Science".

Abbiamo appreso che le alghe in base alla loro capacità di assorbire la luce in acqua, dando vita alla fotosintesi, si differenziano in:

Alghe rosse (rodofite) sono prevalentemente confinate ad habitat marini e contribuiscono anche alla formazione della barriere coralline. In particolare possiedono un pigmento, la ficoeritrina che dona loro la particolare colorazione rossa. I cicli vitali della maggior parte delle alghe rosse sono estremamente complessi e comportano un’alternanza di generazioni. In generale le alghe rosse hanno una riproduzione assesuata liberando nell’acqua spore che danno vita per alcuni giorni a questo spettacolo pittorico.

Alghe brune (feofite) possiedono pigmenti come le xantofille e i caroteni che donano la colorazione scura assorbendo i raggi blu-verdi. Sono tipiche dei mari più freddi e alcune specie possono raggiungere anche delle dimensioni notevoli raggiungendo la lunghezza di diverse decine di metri. 

Alghe verdi sono le maggiori indiziate quando si indicano le alghe come progenitrici delle piante come le conosciamo oggi. Infatti la presenza di pigmenti quali la clorofilla a e b e il modo in cui questi organismi accumulano le sostanze di riserva sottoforma di amido, suggeriscono l'esistenza di un legame filogenetico con le piante terrestri. L’Ulva lactuca, il cui ciclo riproduttivo viene spesso riportato come esempio di ciclo vitale in cui l’alternanza di generazioni aploidi e diploidi ha lo stesso peso, è un’alga pluricellulare verde.

GOPR7507
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